Mount Gay Rum, Barbados, Brand Corner, Isla de Rum.

Brand Corner: Mount Gay Rum, la gamma.

Mount Gay Rum è il brand di questa settimana per la rubrica Brand Corner.

Brand Corner è la guida settimanale di Isla de Rum, curata da Leonardo Pinto, alla scoperta dei Brand. Ogni martedì alle 14:30 si apre con una diretta di mezz’ora sul nostro profilo instagram ufficiale in cui intervistiamo un rappresentante del brand. A seguire sul sito vengono pubblicati un signature drink (sezione cocktail) e l’analisi del brand.

MOUNT GAY RUM (The Brand Corner)

Due chiacchiere con Luca Moroni.

Parlare di Mount Gay vuol dire parlare di storia. La distilleria è datata ufficialmente 1703, come riportato orgogliosamente sulle bottiglie, ma pare che la distilleria sia più antica. Più precisamente nel 1663. Questo rende Mount Gay, che al tempo era Mount Gilboa, il primo prototipo realizzato di quell’idea di distilleria illustrata da Richard Ligon. La produzione di rum nel XVII sec. era fatta in modo artigianale, nei campi o nei villaggi, in vecchi alambicchi portati sull’isola dagli olandesi. Nel suo libro, A True And Exact History Of The Island Of Barbadoes, del 1657, Ligon ipotizza l’idea di costruire una distilleria. Ovvero una azienda che avesse come scopo quello di produrre rum. Un sistema produttivo che garantisse qualità e costanza nella produzione, cosa che ovviamente non era riscontrabile nelle produzioni artigianali. E’ verosimile supporre che sia stata questa l’idea che ha portato alla fondazione della Mount Gilboa solo 6 anni dopo.

La conformazione iniziale prevedeva due macine a vento, sette bollitori per l’estrazione dello zucchero. Accanto a questi un reparto fermentazione con vasche in legno ed un reparto distillazione con alambicchi pot still. La distilleria nel XVIII secolo era di proprietà della famiglia Sober. Sir John Gay Alleyne, già noto come membro del Parlamento a Barbados, divenne manager della distilleria alla fine del secolo. Sotto la sua gestione furono apportati notevoli miglioramenti al processo produttivo. Dopo la sua morte, nel 1801, John Sober decise di rinominare la distilleria in suo onore, passando da Mount Gilboa a Mount Gay. Oggi la Mount Gay produce ancora a Barbados, utilizzando un blend di colonna coffey e double retort pot still, invecchiati prevalentemente in botti ex-bourbon.

 

LA CURIOSITA’

Il Mount Gay 1703 è una edizione limitata annuale. Ogni anno un blend diverso da assaggiare.


LA GAMMA

 

MOUNT GAY ECLIPSE BARBADOS RUM

Il Mount Gay Eclipse, storica etichetta della casa. Creato nel 1910 deve il suo nome a due eventi astronomici importanti occorsi in quell’anno. Ovvero il passaggio della cometa di Haley e l’eclissi di sole. E’ un rum prodotto a partire da melassa fermentata per 72 ore con la coltivazione di lieviti propria della Mount Gay. Il fermentato viene distillato in alambicchi double retort pot still e colonna coffey. Il Mount Gay Eclipse è invecchiato fino a due anni in botti di rovere americano ex bourbon.

Il risultato è un rum dal colore oro intenso con aromi lievemente floreali che sposano un ricco bouquet di frutta tropicale e miele. Sul fondo un accenno di rovere, sentori tostati e vaniglia. Al palato è asciutto, leggero e leggermente pepato, con un finale che regala note di scorza d’agrumi e pepe.

 

MOUNT GAY BLACK BARREL BARBADOS RUM

Dal 2019 la ricetta del blending è stata rivista dal master blender Trudiann Branker per questa nuova versione dell’ultimo nato in casa Mount Gay. Il nuovo Black Barrel è un blend di colonna coffey e pot still con una percentuale superiore di quest’ultimo. Creato come tutta la linea a partire da una fermentazione di 72 ore con lieviti di proprietà. L’invecchiamento del Mount Gay Black Barrel varia nel blend tra i 3 e i 7 anni, con una peculiarità rispetto al resto della gamma. Ovvero un finish di sei mesi (mentre nella vecchia versione erano quattro settimane) in botti con carbonizzazione profonda.

Il risultato è un rum dal colore ambra intenso. Al naso si presenta con calde note di vaniglia e rovere, che accompagnano un sentore cremoso e speziato. Speziatura che vede protagonisti, oltre alla vaniglia, anche cannella e pepe. Al palato i sentori di torrefazione la fanno da padroni, accompagnando note morbide e leggermente erbacee di liquirizia. Il finale è caldo, asciutto e rotondo.

 

MOUNT GAY XO BARBADOS RUM

Il Mount Gay XO è certamente uno dei rum più famosi della casa di Barbados. Anche in questo caso il blend è stato modificato nel 2019, con uscita 2020. Il Mount Gay XO è il risultato di un blend di colonna coffey e pot still, invecchiati tra 8 e 15 anni a Barbados in botti ex bourbon. Il risultato è un rum di un colore ambra brillante che si apre subito rotondo e caldo al naso. Note cremose di caramella mou e vaniglia sposano in perfetto equilibrio le note più resinose del legno. Sentori di frutta matura, cannella, cacao, torrefazione e liquirizia, aprono il bouquet all’assaggio, dove il prodotto si presenta caldo e morbido. Il finale è lungo e rotondo, con note di speziatura dolce e legno di rovere.

 

MOUNT GAY 1703 – MASTER SELECT 2019

Edizione limitata, in 12’000 esemplari, per questo blend di rum della Mount Gay invecchiati tra 10 e 30 anni. Nato nel 2009, il 1703 rappresenta la release annuale di rum di lungo invecchiamento della casa. Ogni anno il blend è operato in modo diverso, rendendo unico ogni imbottigliamento.

Il rum si presenta di un piacevole colore ambra intenso ed un bouquet ricco. Note piacevolmente fruttate di banana caramellata, albicocca matura e marmellata di ananas accompagnano note speziate di cannella e chiodi di garofano. Lasciato nel bicchiere per qualche minuto il rum comincia a regalare anche le classiche note di rovere americato, tra cui spiccano i sentori di torrefazione, di cacao amaro e di vaniglia. Sentori che via via lasciano spazio, anche al palato, a note più minerali che accompagnano sentori di cuoio e tabacco. Il finale è asciuto, lungo, rotondo e speziato.


E per questo appuntamento di “Brand Corner” è tutto. Il prossimo appuntamento live, Mercoledì 3 giugno ore 14:30 sul nostro profilo Instagram (@isladerum)  Scrivete pure cosa ne pensate nei commenti qui sotto o via mail e non esitate a proporre il vostro topic per questa rubrica. Se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo.

Leonardo


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